Obesità infantile l'Italia raggiunge l'America

Ci si muove poco e si mangia male ma il problema continua a essere sottovalutato, soprattutto dai genitori.

Infatti i genitori dei bambini obesi o in sovrappeso non sempre hanno un quadro corretto del problema ponderale del proprio figlio. Sono pochi i genitori consapevoli che il bambino abbia un eccesso di peso e che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva o sbagliata. Inoltre, in pochi ritengono che il proprio figlio svolga poca attività motoria. I bambini italiani non vanno più a giocare nei parchi e passano pomeriggi interi davanti alla tv o al computer. A questo si associa una cattiva alimentazione. Frutta, verdura e legumi, nonostante l’informazione e campagne di sensibilizzazione, restano ancora la bestia nera dei ragazzi, lasciando ampio spazio all’utilizzo di prodotti confezionati, industrializzati, ricchi di grassi saturi e zuccheri; prodotti altamente ipercalorici e iponutrienti.

Io ritengo che per combattere l’obesità infantile il ruolo della famiglia sia fondamentale.  Se il genitore non cambia atteggiamento, un bambino da solo non potrà vivere in salute.

La consapevolezza del danno che l’obesità può arrecare alla salute del proprio figlio deve far riflettere i genitori e portarli a sradicare comportamenti alimentari e abitudini scorrette consolidate nel tempo.  E’ da loro che parte l’esempio ed è a loro che spetta un ruolo cruciale. In primis i genitori devono svuotare dispensa e frigorifero dai cibi tentatori (patatine, merendine, cioccolata, bevande gassate e zuccherate) e sostituirli con gli alimenti giusti (acqua, frutta fresca, yogurt). In casa bisogna evitare quindi tutti quei prodotti industriali arricchiti in zuccheri, grassi saturi e conservanti e sostituirli con alimenti freschi e di stagione, cominciando proprio da frutta, verdura e legumi. Il pasto deve rappresentare un momento di pausa per stare insieme e parlare. Il consiglio è di non mangiare con la televisione accesa perchè non ci si accorge di quanto e di cosa si mangia. E’ molto importante inoltre la velocità con la quale si consuma un pasto. Evitare quindi che il bambino mangi troppo in fretta; così facendo, non si sazia mai, chiedendo di conseguenza altro cibo.

Preferire i cibi fatti in casa ai prodotti confezionati; risultano più freschi, più genuini, con pochi grassi e privi di conservanti.

Abituare il piccolo ad assumere quotidianamente una quantità discreta di verdure cotte o crude, più ricche di fibre, che riempiono lo stomaco e rallentano l’assimilazione delle sostanze introdotte. Da non dimenticare poi i legumi che, abbinati a cereali integrali, quali il farro, l’orzo o il riso integrale, rappresentano una buona alternativa alle proteine animali ed un piatto sostitutivo alla pasta asciutta, tanto amata dagli italiani.

Non usare il cibo come premio perché così facendo si innescano meccanismi sbagliati e viziosi.

Abituare il bambino a tre pasti regolari: una colazione non abbondante ma sostanziosa, che spesso viene saltata dalla gran parte dei bambini o che viene consumata con prodotti inadeguati, quali merendine o snack particolarmente calorici; un pranzo ed una cena (non eccessivi ma ben bilanciati nei macro e micro nutrienti), intervallati da uno spuntino a metà mattina ed una merenda al pomeriggio, preferibilmente con della frutta fresca di stagione o centrifugati o succhi fatti in casa. Questo gli eviterà i “buchi” tra un pasto e l’altro e lo abituerà a non mangiare fuori orario.

Non insistere quando il bambino è sazio o non ha molta fame; c’è il rischio di generare in lui un rapporto distorto con il cibo.

Ridurre il tempo dedicato alla televisione/computer a favore di attività più dinamiche, quali una regolare attività sportiva cercando di assecondare le preferenze del bambino. Questo è importante sia per un corretto sviluppo del corpo, sia perché con il movimento il ragazzo brucerà molte più calorie. Rispettare i ritmi del sonno onde evitare l’instaurarsi di abitudini scorrette (sindrome dell’alimentazione notturna). Quando i chili di troppo sono già evidenti occorre adottare ulteriori misure. Il pediatra, il dietologo o il nutrizionista sono infatti le figure più indicate a predisporre un intervento mirato, ma restano sempre i genitori ad avere il ruolo più importante.