Mangiare con gusto

Il gusto è uno dei 5 sensi che viene definito come la funzione sensoriale specifica per avvertire il sapore dei cibi; è dovuto in parte, alle cellule nervose presenti in bocca (papille gustative) capaci di riconoscere i sapori, e in parte ai recettori termici e tattili che contribuiscono a darci altre informazioni sul cibo.
Le papille gustative situate sulla lingua percepiscono solo i 5 sapori fondamentali: dolce, salato, acido, amaro e umami. Quest’ ultimo indica il particolare sapore del glutammato (sale dell’acido glutammico), contenuto soprattutto in cibi come carne e formaggio ed altri alimenti ricchi di proteine.
La percezione del gusto dei bambini è notevolmente diversa da quella degli adulti: basta notare la spiccata preferenza dei bambini per il dolce e il salato e l’avversione all’amaro, che invece, a piccole dosi, è di solito gradito all’adulto (pensiamo al caffè o alla nicotina). Lo sviluppo del gusto alimentare è in parte legato alla genetica ed in parte all’ambiente.
Durante la vita fetale l’esposizione a determinati sapori, anche particolari (es. aglio), può indurre successivamente nel bambino una maggiore accettazione per quegli stessi sapori, a dimostrazione che l’educazione gustativa può cominciare già in utero.
Durante l’allattamento le sostanze assunte dalla madre possono passare nel latte, determinando nei piccoli allattati al seno l’esposizione ad un ampio spettro di sapori che potrà facilitare poi il gradimento di cibi come la verdura che, a causa del suo sapore amaro e tannico, possono essere tra gli alimenti meno graditi ai piccoli . Il bambino non pensa al cibo come fonte di salute o di rischio: cerca di soddisfare in primo luogo il piacere gustativo che un alimento gli procura. Come l’adulto, vuole soddisfare tutti i sensi che il cibo mette in gioco.
Lo svezzamento è un momento fondamentale, in quanto è dimostrato che le esperienze gustative sviluppate dal bambino, dallo svezzamento in poi, tendono a condizionare le scelte alimentari future: le preferenze stabilite nei primi 2-3 anni di vita sono mantenute fino all’età adulta. E’ dunque importante investire in questo periodo, stimolando le mamme ad offrire alimenti variati e salutari , per migliorare la qualità di vita degli adulti di domani. Correttezza nutrizionale e piacere del cibo sono compatibili!
Di seguito alcuni consigli utili per educare il bambino a mangiare sano con gusto:
  • Non limitarsi a pochi alimenti , ma offrire invece ampia varietà di gusti , perché il bambino impari a mangiare tutto (o quanto meno ad assaggiare tutto )
  • Non costringere i bambini ad assaggiare ma piuttosto presentare in tavola cibi nuovi e sollecitare la loro curiosità.
  • Non rinunciare subito o quasi subito se il bambino rifiuta un alimento o un piatto
  • Incoraggiare il bambino ad assaggiare cibi non graditi presentandoli in maniera gradevole alla vista.
  • Consentire le tendenze esplorative lasciandolo mangiare da solo, senza pretendere che mangi come un adulto e rispettando i suoi tempi.
  • Non trasformare la tavola di famiglia in un ristorante à la carte.
  • Eliminare l’abitudine di alimentazione voluttuaria notturna (biberon di latte o altro)
  • Non utilizzare il cibo come premio e/o consolazione
  • Non nascondere “cibi proibiti” (merendine, cioccolata) ma piuttosto concordare insieme delle regole ( come, quando e quanto mangiarne)
  • Favorire la presenza dei bambini in cucina (partecipare alla preparazione dei pasti stimola curiosità e appetibilità)
  • Preparare con cura la tavola e curare la presentazione dei piatti
  • Insegnargli come stare educatamente a tavola; rispettare l’orario dei pasti ed evitare l’uso della televisione durante i pasti
  • Fare in modo che il pasto sia un momento sereno nel quale gli adulti offrono un modello di come sia piacevole assaggiare varie cose e come sia piacevole l‘ occasione conviviale.